febbraio 19th, 2010 by Ivana

Edo, una pensilina solare multifunzione ed energeticamente autonoma che unisce il design biomimetico alle eccellenze tecologiche. Un progetto che racchiude sapientemente bio-design, sostenibilità ambientale, nuove tecnologie e aspetti sociali.
Il design di Edo nasce dall’osservazione al microscopio SEM di alcune alghe unicellulari marine chiamate Diatomee, organismi particolarmente interessanti per il design sostenibile poiché si presentano come una sorta di “pannello solare” strutturato a forma di ventaglio (le vedete nella gallery), costituito da diversi individui aggregati in colonia per accumulare tutta la luce necessaria alla propria sopravvivenza (vi consiglio di leggere anche l’approfondimento alla fine del post).
Questo elemento a forma di ventaglio ha ispirato il design della parte superiore delle pensiline che ingloba una tecnologia fotovoltaica costituita da film flessibile in silicio amorfo. La superficie fotovoltaica raccoglie energia solare durante il giorno che viene accumulata in delle batterie per poi essere utilizzata in parte per alimentare un insieme di led che, attraverso un tessuto fotoluminescente, illuminano la superficie inferiore della pensilina per creare un effetto di luminescenza diffusa e poetica, che accende l’oggetto di notte. Il resto dell’energia ricavata viene messa a disposizione degli utenti che potranno “scaricarla” in forma di “free energy” (sfruttando magari i minuti di attesa o di sosta per poter recuperare una quantità di energia “di emergenza”) e attraverso una porta universale poter fornire energia a dispositivi portatili come telefoni, smartphone, lettori musicali, laptop, macchine fotografiche. Continua »
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febbraio 10th, 2010 by Ivana

Hai un’idea di utilizzo per Concrete Cloth? Proponila!
Pochi giorni fa vi ho parlato di Concrete Cloth, il particolare tessuto che impregnato d’acqua assume tutte le caratteristiche fisiche e meccaniche del cemento.
Un materiale, per ora, maggiormente utilizzato per l’edilizia (parlavamo infatti dei rifugi per Haiti) che ha ottime potenzialità anche in ambito di design, e che da poco ha anche ricevuto da Material Connexion il riconoscimento come materiale più innovativo dell’anno.
Pochi giorni fa sono stata contattata dal responsabile della distribuzione in Italia di questo materiale, il dott. Yvano Filippin il quale sarebbe contento se su A+D prendesse atto un brainstorming per immaginare nuovi utilizzi di Concrete Cloth
“Siamo convinti che il potenziale del prodotto si possa esprimere assai di più in opere creative, nell’architettura e nella scenografia. Un gruppo di architetti e designer fantasiosi potrebbe trovare degli interessanti impieghi del concrete cloth. Quindi saremmo lieti se l’iniziativa su A+D possa svolgersi”.
Il materiale ha delle caratteristiche interessani come grande duttilità nel modellarlo, impermeabilità, alta resistenza al fuoco, estrema durezza e resistenza dopo idradazione, ottimo effetto tessile alla coloritura, facilità e rapidità d’impiego ed altre caratteristiche interessani che si possono evincere dal sito www.concretecnavas.co.uk.
Spero che la discussione si faccia frizzante e che le vostre idee possano concretizzarsi. Per qualsiasi informazione o dubbio potete contattarmi all’ indirizzo che trovate di lato a destra (se trovate la casella piena inviate a ivanasaltelliCHIOCCIOLAgmail.it). In bocca al lupo a tutti!!
-Per gli studi interessati è possibile anche ricevere un campione del materiale-
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febbraio 8th, 2010 by Ivana

Dyson Air Multiplayer il primo ventilatore senza pale. Dopo quattro anni di ricerca la Dyson riesce finalmente a lanciare un nuovissimo tipo di ventilatore, senza pale appunto.
Sono passati quasi cento anni dal primo ventilatore. Era infatti il 1886 quando l’ingegner Schuyler Wheeler progettò il primo ventilatore. Cento anni che non hanno visto nessuna sostanziale evoluzione del progetto fino a quando il 62enne sir Dyson non c’ha messo lo zampino.
In quanto a tecnologia ed innovazione di certo Dyson è un passo avanti a tutti. Dopo la scopa elettrica senza sacchetto e l’asciuga-mani Airblade, arriva il rivoluzionario Dyson Air Multiplayer. Il design ha una sola parola d’ordine: semplicità. Lo stesso vale anche per il funzionamento e la manutenzione. Ma occupiamoci prima del design.
Air Multiplayer è caratterizzato da un grosso anello di plastica ABS adagiato su un piedistallo cilindrico. Niente pale quindi, ma una capacità di ventilare 15 volte superiore ai tradizionali ventilatori. Air Dyson è infatti capace di espellere ogni secondo dai 4 ai 5 litri di aria fresca. L’aria viene aspirata dalla base del ventilatore (tramite un motorino inserito all’interno del dispositivo) per poi essere incanalata attraverso una fessura spessa 1,3mm, che corre lungo tutta la circonferenza dell’anello, che comprime l’aria spingendola fuori con forza garantendo una corrente continua e potente. Proprio per questo motivo possiamo parlare di moltiplicatore di aria.
Grazie alla base snodata è anche possibile inclinare il ventilatore e direzionare al meglio la corrente generata. Un oggetto innovativo che ci costerà qualcosa in più di 200 euro, soldi che, a detta dello stesso James Dyson, la gente spenderà volentieri per un apparecchio del genere. “E’ semplice ed efficace, si pulisce con un panno e in più nessuno corre il rischio di farsi male alle dita“.
Oltre al fattore sicurezza, assolutamente da non sottovalutare, lo trovo semplicemente geniale ed impeccabile da tutti i punti di vista? Voi siete del mio stesso parere o trovate che ci sarebbero dei punti da rianalizzare? Continua »
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gennaio 20th, 2010 by Ivana

E’ morbido e leggero, proprio come un tessuto ma ha tutte le caratteristiche fisiche e meccaniche del cemento… basta solo aggiungere acqua!
Senza acqua, infatti, è soffice e flessibile proprio come un pezzo di stoffa (di quella un po’ spessa) basta impregnarlo di acqua ed attendere 24h per un renderlo resistente e duro come il cemento. E’ il Concrete Cloth un nuovo materiale realizzato dall’azienda britannica Concrete Canvas “A secco, si presenta come un tessuto ma una volta impregnato d’acqua è flessibile e adattabile a curvature complesse” .
Chissà se al progettista non è venuto un colpo di genio guardando il gesso dell’ingessatura visto che il principio di funzionamento è praticamente uguale alle garze del gesso usate in medicina (purtroppo ne so qualcosa!).
Concrete Canvas è un materiale versatile utilizzato fino a qualche anno fa esclusivamente in ambito militare ma che oggi sta pian piano prendendo piede in diversi settori, non ultimo quello del design. Una tecnologia premiata “non solo per le caratteristiche tecniche ma anche per le potenziali capacità di influire sulle nostre vite”.
Grazie alla sua leggerezza e alla facilità di utilizzo questo particolare materiale permette di creare in meno di un giorno moduli abitativi confortevoli, spaziosi ed ignifughi. Per realizzarli bastano appena due persone, aria compressa ed acqua. Prima di tutto si stende sul terreno il sacco realizzato in tessuto di cemento (ci si aiuta con un’automobile viste le dimensioni). Nella fase successiva si gonfia il sacco con dell’aria e poi si procede con l’aggiunta dell’acqua. Poco più di mezz’ora per realizzare un modulo e 24 ore per far asciugare tutto Continua »
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gennaio 12th, 2010 by Ivana

C’è chi le immagina realizzate in OLED extrasottili e flessibili, chi le immagina come ologrammi e chi le immagina interattive e touch. Sono le riviste ed i giornali del futuro. La cosa che unisce tutti è sicuramente la tecnologia.
Diremo quindi addio all’odore della carta appena stampata e alle collezioni delle nostre riviste preferite? Secondo i designer di Mag+ sì. Niente supporti OLED o proiezioni nell’aria ma un concept semplice e realizzabile.
Mag+ è il nuovo metodo per leggere e consultare riviste ideato dalla società svedese Bonnier R&D. Un supporto grande quanto un A4 con superficie touch. Un iPhone rivisitato praticamente, dalle dimensioni leggermente maggiorate, ma con funzioni e grafica molto molto familiari. Un unica “rivista” pronta a contenerne tantissime altre.
Quello sul quale punta la società svedese è un nuovo modo di comunicare attraverso immagini mozzafiato e piccoli testi-slogan che, a seconda del volere del lettore, possono essere approfonditi attraverso un semplice tocco modificando l’interfaccia grafica per una lettura più confortevole e piacevole Continua »
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dicembre 2nd, 2009 by Giada Tutino

E’ “verde” ma non solo di colore!
Sto parlando del nuovo cellulare prodotto dalla Samsung, il Reclaim M560. E’ il primo telefonino biodegradabile interamente realizzato con bio-plastiche e materiali riciclati, ma a differenza del Bamboo Phone di Gert Jan Van Breugel, è realizzato tramite il granturco.
Anche il packaging è più ecologico in quanto creato con cartone riciclato e inchiostri a base di soia (usati anche per scrivere il manuale delle istruzioni ). Per di più il dispositivo non presenta cloruro di polivinile (PVC), presente in quasi tutti telefoni cellulari ed è progettato per utilizzare, quando è in uso, meno energia possibile.
Oltre al design ecosostenibile, anche i vertici aziendali della Samsung hanno voluto dare un tocco ecologista alla propria politica commerciale: per ogni vendita verranno infatti devoluti 2 dollari alla “Nature Conservacy” organizzazione non governativa statunitense attiva nella tutela dell’ambiente. Dunque, questo prodotto non vuole solo essere “amico della natura” ma ha il preciso scopo di far comprendere alle masse che tecnologia e salvaguardia dell’ambiente possano essere legate.
Per ora il Reclaim è in vendita solo negli USA ( al prezzo veramente “low” di 50$, circa 35€ ) con un contratto biennale con la società Sprint Nextel, ma arriverà in Europa il prossimo anno.
Un avanguardia “green” veramente mirabile e innovativa. Altre immagini Continua »
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novembre 30th, 2009 by Ivana

Fotovoltaico sì e finalmente anche per piccoli accessori moda. Per i freddi più pungenti arrivano i guanti ed i cappelli riscaldati dall’energia del sole.
L’inverno inizia a farsi sentire ed i più freddolosi iniziano a coprirsi e cercare tepore ricoprendosi di sciarponi, guanti e cappelli. Forse gli inverni saranno meno freddi con i guanti ed i cappelli progettati dal designer tedesco Yiran Gian. Il designer, nel concorso Green Life, si è fatto notare nella categoria Green Design per le Persone, con questi particolari accessori contro il freddo.
Non correte nei negozi perchè purtroppo Endless Warm, questo il nome, è ancora un concept. L’intento chiaramente è quello di sfruttare l’energia solare ed immagazzinarla con sottilissimi pannelli fotovoltaici inseriti nel tessuto degli accessori. Basterà così una piccola esposizione al sole per rilasciare gradualmente l’energia accumulata sotto forma di tepore pronto a tener ben calde mani ed orecchie.
Bello l’intento anche se, dobbiamo dirlo, il pattern a forma di fiocco di neve è abbastanza scontato e banale. Ciò nonostante è da preferire a quegli improbabili accessori dove i pannelli fotovoltaici vengono letteralmente incollati senza nessun esercizio di stile. Non sono freddolosa, ma per andare sulla neve li prenderei al 100%. No? Continua »
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novembre 5th, 2009 by Ivana

Se siete alla ricerca del notebook del futuro, Rolltop fa al caso vostro.
Ancora in fase di concept, Rolltop promette di stravolgere il mondo dei notebook e di tenere testa addirittura alla Apple (staremo a vedere!) con una sinergia perfetta tra design e tecnologia che poche volte risulta funzionale.
Senza dubbio l’idea della tedesca Orkin Design va al di là dell’immaginazione e dei concept finora proposti dalle varie case informatiche. Come si vede dalle immagini (e dal video soprattutto), Rolltop è un notebook dalle dimensioni ridotte trasportabile comodamente a mò di borsetta grazie alla tracolla in dotazione.
Per scoprire le meraviglie di Rolltop basta srotolarlo e aprire un fantastico mondo tecnologico e futuristico. Un portatile pronto trasformarsi in un laptop da 17 inch con display OLED flessibile e luminoso trasformabile in tastiera touch o schermo gigante, oppure in un pratico Tablet da 13 inch (con tanto di pennino incorporato). Il caricabatterie è inserito all’intero del cilindro sul quale si avvolge Rolltop dove tra l’altro troviamo anche la webcam, gli altoparlanti e due porte USB.
Una volta srotolato Rolltop la solidità è garantita dal design delle varie asticelle in ABS che manterranno rigida e ferma la struttura. Più di tante parole vi consiglio di vedere il video. Poi ditemi se il futuro sta nel MacBook Air o in Rolltop. Guarda il video Continua »
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ottobre 12th, 2009 by Ivana

Mojito Shoes, si chiamano così le scarpe proposte dall’architetto londinese Julian Hakes.
Appoggio, tacco e sostegno plantare, il tutto realizzato con un’ unica striscia di materiale che si avvolge su se stessa.
Lasciano sicuramente a bocca aperta per la bellezza, la sinuosità ed i materiali utilizzati, anche se, sono sicura, un po’ tutti ci interroghiamo sulla comodità o addirittura la vestibilità di queste Mojito. Tra le scarpe strane viste, come le Origami di Cahterine Meuter, le scarpe organiche di Zaha Hadid, le Hight Heels di Karim Raschid o le Wooden Sandal di Yarel Yair, va sicuramente riservato un posto d’onore anche per le Mojito.
Il design mi ricorda molto una scia di fumo o quei bellissimi disegni che si creano gettando dell’inchiostro in un bicchiere d’acqua, e chissà se non è andata proprio così. Sicuramente queste concept shoes attireranno l’attenzione e la curiosità di molte persone e, ovviamente, le immancabili critiche per queste scarpe realizzate in fibra di carbonio rivestita di gomma, per la parte a contatto con il suolo, e pelle per quella esterna e a contatto col piede.
Belle posso dire che sono belle, mi hanno subito colpito, certo è che ho qualche serio dubbio circa la vestibilità ed il comfort soprattutto durante l’utilizzo, ma visto che al momento sono ancora concept mi sento di concedergli il beneficio del dubbio… anche se c’è da pensare che l’architetto si è concesso qualche mojito di troppo:)! Vedi le altre immagini Continua »
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ottobre 7th, 2009 by Ivana

Arriva da Boston l’ultima chicca in campo di energie alternative. Si chiamano Eco Pod e sono nuovi ed innovativi metodi di produzione di energia derivante da biocombustibile. Ma vediamo meglio di che si tratta.
L’idea è degli studi americani Höweler + Yoon Architecture (vi consiglio di vedere i loro lavori) e Squared Design Lab e nasce per stimolare l’economia e l’ecologia della città di Boston. Strutture verticali temporanee pronte ad abbellire la città e produrre energia.
L’Eco Pod è un nuovo metodo per produrre energia alternativa, pulita e rinnovabile, che interviene sui vecchi edifici, ormai abbandonati. Nell’attesa di un eventuale recupero, questi edifici diventano dei veri e propri supporti verticali per bioreattori di micro-alghe pronti a produrre energia per la città.
In questo modo le strutture, da ruderi abbandonati, si trasformano in edifici ad alto impatto visivo ricoperti da capsule multiple (prefabbricate) fonte di bio-combustibili che, nel caso delle micro-alghe è pari a 30 volte di più per acro rispetto ai tradizionali bio-combustibili. In più, diversamente da altri biocombustibili, le micro alghe crescono su qualsiasi tipo di supporto, anche su superfici verticali e, durante la fotosintesi, trasformano l’anidride carbonica in ossigeno Continua »
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