febbraio 15th, 2007 by Ivana

Dai laboratori della Electrolux arriva KaionWAVE, la nuova lavatrice del futuro.
La KaionWAVE utilizza un nuovo sistema basato sull’utilizzo di raggi ultravioletti e radicali liberi dell’ossigeno in grado di pulire i tessuti prodotti con nano-tecnologie, che in molti ipotizzano come i comuni capi del futuro più prossimo.
Il sistema pulente di raggi ultravioletti penetra nelle fibre rimuovendo efficacemente batteri e virus mentre l’ossigeno leverebbe lo sporco dai tessuti trasformandolo in diossido di carbonio ed acqua.
Il sistema wireless, di cui è dotata la lavatrice, funziona con una tecnologia di induzione elettromagnetica che gli consente di sposare appieno le tendenze previste per le case del futuro, scenario della lavatrice in questione.
Totalmente in armonia con le problematiche ambientali KaionWAVE non solo non rilascia saponi inquinanti nell’ambiente ma soprattutto non utilizza nemmeno una goccia d’acqua. Un sistema che richiede una manutenzione minima e un’interfaccia intuitiva, sicura e facile da utilizzare completano questa lavatrice del futuro amica dell’ambiente e dal design fluido e sinuoso.
Via GadgetBlog
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febbraio 14th, 2007 by Ivana

K-Wine fingerfood, un incredibile ma semplice vassoio.
Quante volte vi sarà capitato di partecipare ad una cena in piedi, un buffet o una colazione di lavoro e trovarvi limitati nei movimenti e nelle relazioni a causa dei disagi provocati da vari piattini e bicchieri da mantenere in mano come un giocoliere?
Matteo Bertanelli e Michele di Monte, due giovani designer dediti al product design, hanno collaborato alla creazione di un nuovo oggetto studiato per tutte le situazioni sociali in cui si mangia e si degustano vini in piedi.
Per la categoria Food Design hanno prodotto K-wine, un simpatico sistema per servire e degustare vini e cibi contemporaneamente; un vassoietto-piatto che al centro ha un alloggio per sistemare comodamente un bicchiere o un calice permettendovi di tenere una mano libera per mangiare o chiacchierare in tranquillità.
L’alloggio, posizionato al centro del vassoio, regala una stabilità massima al sistema garantendo un’agevole fruizione anche con piatto o bicchiere pieni. Vi consiglio il link al sito Concept&Contents dal quale leggere l’interessante intervista a Matteo Bertanelli e Michele de Monte.
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febbraio 10th, 2007 by Ivana

Nike, leader mondiale dell’abbigliamento sportivo, ha lanciato le lenti a contatto Nike MaxSight. Un nuovissimo accessorio che migliorerà ancora di più le prestazioni degli atleti, soprattutto quelli con qualche problemino di vista.
Innovative lenti a contatto che miglioreranno senza dubbio la vista ma soprattutto regaleranno più comfort per i problemi relativi all’abbagliamento. Le speciali lenti infatti, sviluppate da Bausch & Lomb – gruppo RayBan- migliorano le prestazioni visive e attenuano i fastidiosi disturbi legati all’abbagliamento. Sono disponibili in due cromie, verdastra e ambra, entrambe con filtri UVA e UVB.
Il primo tipo è ottimo per gli sport praticati sull’erba, Nike le consiglia per golf, training e corridori soprattutto; la versione color ambra è invece indicata per i giocatori di calcio, tennis, rugby e baseball.
Niente più problemi di vista e di abbagliamento, ma soprattutto niente più occhiali da sole ingombranti e scomodi. Un’idea geniale per un progetto di dematerializzazione per i patiti dello sport.
Via Media e Mente
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febbraio 9th, 2007 by Ivana

Un team di designer francesi, i ModeLabs, sta mettendo a punto un nuovo concept per cellulari eco sostenibili, sprovvisti di batteria ma in grado di ricaricarsi autonomamente.
Il team sta concentrando le forze su tre tipi di cellulari. Quello qui a sinistra è il modello YoYo; un cellulare che va indossato al collo e che, grazie alle oscillazioni del corpo, si ricarica autonomanente; inoltre, una piccola cella ad energia solare riesce a fornire ulteriore energia. Gli auricolari sono inseriti all’interno del cellulare, si estraggono proprio come in uno yoyo.
U-Turn, invece, è pensato soprattutto per i business man. Il cellulare infatti genera energia attraverso l’apertura e la chiusura dello stesso. Perfetto per le persone che usano il cellulare in continuazione.
L’ultimo modello, Runaway, è pensato per gli sportivi. Al suo interno è infatti stato inserito un piccolo pendolo che sviluppa energia grazie ai movimenti delle persone.
Ovviamente questi, per ora, sono solo concept, ma sicuramente non parliamo di progetti irrealizzabili. Tra i tre cellulari presentati credo che il primo sia il più completo, dal design più ricercato, più funzionale e fattibile. Mi domando quanto possa durare la batteria. Che ne pensate?

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febbraio 8th, 2007 by Ivana

O-ring digì, il nuovo orologio disegnato da Philippe Starck per Fossil.
Lo stile inconfondibile di Starck caratterizza, ancora una volta, questa sua nuova creazione, un orologio unico, un nuovo concept per uno degli accessori più usati. Un innovativo orologio che rompe i tradizionali canoni: niente più lancette e numeri o statici quadranti, ma un oggetto reinventato dal profondo.
Prodotto per Fossil, ancora una volta il binomio Starck-Fossil risulta vincente e capace di reinventare un oggetto con una tradizione fortissima alle spalle. Il particolare design ad anello caratterizza il quadrante dell’orologio; le ore vengono mostrate con numeri, in formato digitale ovviamente, mentre i minuti vengono rappresentati attraverso 60 piccoli segmenti che, col passare del tempo, riempiranno tutto l’anello.
Al centro del display vi è un foro che alleggerisce il design e lo particolarizza ancora di più, rendendolo unico e accattivante. La corona dell’orologio è stata spostata posteriormente per conferire all’orologio un design ancora più morbido e fluido. O-Ring digì è disponibile nei colori bianco, grigio e nero.
Ancora una volta Philippe Starck reinventa un comune oggetto con un design unico e inconfondibile. Da non perdere vero?
Via Elmanco
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febbraio 6th, 2007 by Ivana

Centro Pompidou, detto anche “Beaubourg“, progettato da Renzo Piano; 100mila mq di esposizione libera.
La costruzione, iniziata nel 1972, termina nel 1977 nasce come opera di riqualificazione urbana. Gli architetti Renzo Piano e Richard Rogers realizzano l’edificio con una tecnica all’avanguardia per l’epoca: un grande parallelepipedo alto 42 metri, lungo 166 metri e largo 60, sostenuto da una struttura in acciaio a forti colori e da pareti in vetro.
E’ particolare l’attenzione decorativa praticamente assente nell’edificio, infatti si presenta come un groviglio di travi metalliche il cui aspetto, simile ad una scultura surrealista, che puo’ incontrare o meno il gusto del visitatore.
Gli elementi portanti, le scale, gli ascensori, le scale mobili, le gallerie di circolazione, i tubi di ventilazione e riscaldamento, le condutture per l’acqua ed il gas sono stati collocati all’esterno delle facciate (ciascun tubo dell’esterno è dipinto in un colore differente, poiché ogni colore corrisponde ad una diversa funzione: il blu corrisponde all’impianto di climatizzazione, il giallo a quello elettrico, il rosso alla circolazione e il verde ai circuiti dell’acqua.), il che ha consentito di creare ad ogni piano una superficie libera di 7500 mq.
Il Centre Georges Pompidou non è solo una galleria d’arte moderna: nel suo centro accoglie anche una biblioteca, un gabinetto di grafica, una videoteca, una collezione di architettura, una collezione di design, un centro di creazione industriale, un istituto (IRCAM) specializzato nella sperimentazione in campo acustico e musicale e la ricostruzione dell’atelier del grande scultore Constantin Brancusi.
Uno dei progetti più discussi di Renzo Piano, immerso nel cuore di Parigi. A 30 anni dalla sua creazione, continua ad essere uno dei luoghi più visitati di Parigi ed una delle strutture museali più frequentate del mondo.

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febbraio 3rd, 2007 by Ivana

L’ombrello musicale. Un oggetto multifunzionale ed originale disegnato dal coreano Bong Kyu Song di SDESIGNUNIT.
Appena l’ho visto me ne sono innamorata, mi piace molto questo ombrello che ci permette di camminare felici seppur con un clima grigio. Si, perché questo speciale ombrello integra al suo interno un sistema che ci permette di ascoltare la musica direttamente dalla cupola dell’ombrello stesso. Una visione molto romantica e sentimentale di un oggetto sinonimo di tristezza (a chi piace camminare con la pioggia!).
Il sistema è ben studiato perché la particolare forma della cupola dell’ombrello riesce ad isolare le onde sonore abbastanza bene, regalando un’ottima sensazione surround al fruitore, inoltre è simpatico il sistema utilizzato per selezionare le canzoni: girando il manico a destra si cambia traccia (FF), viceversa, spostandolo a sinistra si torna indietro con le tracce (REV)!
Per accendere e spegnere il sistema basta, molto semplicemente, aprire e chiudere l’ombrello; ma se avete voglia di sentire un po’ di musica e non piove, no problem! L’ombrello riesce a riprodurre le vostre canzoni con un piccolo altoparlante che trova alloggio nel manico. Ascoltare musica mentre piove, magari con una persona al nostro fianco è sicuramente una cosa molto romantica e divertente! Vi piace?

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febbraio 2nd, 2007 by Ivana

Il post di oggi lo dedico interamente ai miei “colleghi” grafici.
E’ una tesi di laurea di un ragazzo, Alessandro Busseni, laureatosi in Disegno Industriale al Politecnico di Milano (un nostro collega quindi…). La laurea si intitola “XXX – grafica, cura te ipsam”, 260 pagine interamente dedicate alla grafica e ai grafici contemporanei; un’analisi costellata da interviste, ricerche, analisi e impressioni tratte da libri e riviste.
Un lavoro molto accurato ma che si distacca un po’ dal nostro ideale di “tesi di grafica”, noterete (soprattutto i grafici e mi rivolgo proprio a Cremino!) che il lavoro non è incentrato sull’aspetto visivo ma soprattutto sui contenuti.
Non ho ancora avuto modo di leggerla tutta ma l’introduzione mi è piaciuta molto e ve la riporto di seguito:
“XXX grafica, cura te ipsam. Xxx sta per trenta; xxx sta per indefinibile; xxx sta per hardcore o meno spudoratamente, per ”senza peli sulla lingua”; xxx sta per innocenza ed irruenza.
xxx è un libro che parla di comunicare la grafica, che racconta attraverso delle interviste chi si sacrifica per questa causa, vivendo fino in fondo il suo amore per questo lavoro. xxx è un libro pensato per gli studenti attorno alla laurea, o per i grafici junior, gli under 30, che ancora cercano di capire cosa succede, come succede e quando succede. Se xxx lo leggono anche gli altri grafici, quelli che si lamentano, ma anche quelli che sorridono sempre, male non gli può fare… è come quando leggi un bigliettino trovato per terra, sai che non è per te, ma dopo che l’hai letto non puoi non pensare al suo messaggio..
Grafica, cura te ipsam significa “Grafica, cura te stessa”.
Il titolo è una provocatoria introduzione al tema della tesi, cioè trovare una soluzione ai problemi della grafica italiana evidenziandone le cause e raccontando le esperienze di chi pazientemente se ne prende cura tutti i giorni. Deriva dalla libera deformazione del seguente proverbio latino: “Medice, cura te ipsum”.
Via Elmanco
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febbraio 1st, 2007 by Ivana

I giardini verticali di Patrick Blanc caratterizzano il museo di Jean Nouvel a Parigi.
Un muro vegetale di 150 piante, diverse. Un giardino come catalogo di specie vegetali. 4 corpi di un complesso, mai uguale a se stesso. 5 ingressi con prospettive, sempre nuove. Ritmato da scatole colorate e da infinite sfumature di rosso: ogni intervento sottolinea elementi non ripetitivi (progettati da Nouvel). Ibrido. Colorato. Scenografico.
E’ il Musée du quai Branly a Parigi, dedicato all’arte primitiva dei quattro continenti e impreziosito dall’opera di Patrick Blanc. I giardini verticali di Blac possono essere implementati ovunque, in ambienti esterni, come in quelli interni.
Il sistema è composto di tre parti: uno strato di PVC, uno di feltro e una rete metallica, un sistema auto-portante, senza terra, che può essere anche sospeso in aria. I benefici del Vertical Garden sono molteplici: migliorano l’aria, abbassano i consumi di energia, offrono una naturale barriera al suono e risultano sicuramente gradevoli alla vista.
Non importa dove si vive, città, periferia, clima caldo o freddo, all’aperto o al chiuso, il giardino verticale apporta un tocco di verde e di benessere a tutto.

Via Inhabitat
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